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Fandom: Persona 5
Personaggi: Ichiko Ohya, Tae Takemi, Ren Amamiya
Prompt: La V, poly
Partecipa al COWT 13

Simili, non uguali

Tae era sempre stata convinta che in amore fosse importante seguire il proprio cuore, per questo quando si era messa con Ren gli aveva detto chiaramente che lui non era e non sarebbe stato l’unico. Il ragazzo aveva preso la cosa in modo stranamente molto più positivo di quanto lei si aspettasse, soprattutto considerando la sua età. Non si era fatta troppe domande, soprattutto perché conoscendo la sua identità e la maturità che dimostrava nelle scorribande insieme ai Phantom Thieves aveva pensato che il suo fosse uno spirito libero, in grado di comprendere ciò che lei da sempre sosteneva. Era un leader nato, e proprio per questo si era sentita così attratta da lui sin dall’inizio. Aveva tentato in tutti i modi di resistere all’attrazione che provava per il ragazzo, soprattutto per la sua età, ma quando gli aveva chiesto di uscire con lui, Tae non ce l’aveva fatta: aveva accettato.

Pensava sarebbe durata pochi giorni, settimane forse. Una storia veloce senza pretese, che sarebbe terminata appena lei avesse paventato l’idea di una coppia aperta. Si era dovuta ricredere.

“Intendi uomini o anche donne?” Le aveva chiesto.

“Perché?” Era rimasta quasi senza parole.

“Perché conosco una donna che sarebbe perfetta per te, ci pensavo l’altro giorno quando l’ho incontrata. È una giornalista.” proprio tramite Ren aveva conosciuto Ichiko. “Secondo me ti assomiglia più di quanto tutte e due vorrete ammettere.” Le aveva rivelato. “Le ho detto che non è il mio tipo, ma potrebbe benissimo essere il tuo.”

Le due donne si erano incontrate un venerdì sera in un locale Jazz dove Ren le aveva convinte a prendere appuntamento. “Non è che ti vuoi liberare di me perché ti sei trovato un’altra di meglio e stai cercando di appiopparmi a questa tizia?” Gli aveva chiesto. Ma quando l’aveva vista entrare aveva capito che cosa intendeva il suo ragazzo quando le diceva che le somigliava. Non parlava di aspetto fisico o di bellezza, ma di profondità di carattere. Di forza.

In lei, Tae riusciva a ritrovare la sua stessa determinazione. L’idea che nessuno l’avrebbe aiutata a compiere il suo destino. Erano due donne sole contro il mondo e per questo a entrambe sembrava che si fossero già conosciute in un’altra vita, forse. Era un’unione decisa dal destino, lo stesso che aveva portato anche Ren nella sua vita.

La loro storia era iniziata per gioco. Ichiko le aveva confessato che all’inizio aveva pensato che il ragazzo l’avesse presa in giro quando le aveva detto “Ti devo presentare la mia ragazza, secondo me sareste perfette insieme.”

“Gli ho riso in faccia, dicendogli di non fare promesse che non poteva mantenere. Ma a quanto pare sapeva quello che stava dicendo. Aveva ragione quando diceva che tu sei straordinaria, Tae.”

La donna non era facile da impressionare, ma in quel momento Tae si sentiva fortunata, perché sapeva che i sentimenti di Ichiko, come quelli di Ren, erano sinceri. Si sentiva come se ovunque andasse avesse due ombre che la proteggevano. Proprio lei che era sempre stata sola e incapace di affidarsi a qualcuno. Lei che fino a quel momento era stata considerata niente più di un pessimo medico in grado solo di portare sciagure, invece ora ben due persone credevano in lei al punto da considerarla molto più di quanto lei considerasse se stessa.

“Promettimi che non lo farai più.” Le aveva chiesto Ichiko una sera.

“Cosa?” Aveva finto di essere sorpresa, pur sapendo bene a cosa si riferiva.

“Lo sai.” Lo sguardo severo.

“Solo se lo prometti anche tu.” Simili, anche troppo a volte. “Me lo devi dire chiaro e forte.” Aveva aggiunto.

“Ci sto dando un taglio. Sto bevendo poco, quasi niente. Solo quando vado da Lala-Chan.” Finalmente rilassata, le mani strette a quelle di Tae.

“E io ci sto provando, te lo prometto. Sono pronta ad accettare la proposta di lavoro all’ospedale. Non vendo tutto, non lo dico neanche più.”

Erano abbracciate sul divano, a un passo dal sonno, quando Tae aveva ricevuto il messaggio da Ren. “Hai da fare stasera?” Sempre diretto, un uomo di poche parole.

“Sono a casa, ma c’è anche Ohya.”

“Ah, allora no grazie, mi trovo altro da fare. Divertitevi.”

Tae aveva risposto con un veloce “Anche tu, a presto.” E poi aveva lanciato il cellulare sulla poltrona di fronte a loro.

“A volte mi dispiace quasi che non provi neanche a chiedermi di passare più tempo con lui. Non che mi lamenti, eh.” Si era pettinata i capelli con le mani, mentre sbadigliava. “Peccato che tu non gli piaccia.”

Ichiko si era messa a ridere. “No, credimi, lui è troppo giovane per me. E con tutto il lavoro che ho da fare mi va benissimo così. Almeno so che quando non ci sono sei in buone mani.”

Tae era d’accordo, in fin dei conti così le andava più che bene.
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